domenica 18 dicembre 2011

A new day has just come: muffin ai mirtilli




9 novembre - 18 dicembre. Più di un mese di silenzio, non è da me. Eppure era necessario. Mia madre ha Santa ragione quando dice "magari per anni non succede nulla poi succede tutto in qualche giorno". Così è stato.

Oggi sono una Trasformista. Dal CuoreLeggero. E mi godo tutta la Bellezza che la mia vita è stata capace di darmi, e da sola mi faccio un regalo, perchè sono stata Brava. Ho abbracciato la mia vita e mi sono fatta abbracciare dopo anni lunghi e molto difficili, pieni di ogni negatività possibile.

La mia amica adorata Gio* lo diceva sempre "Se tu farai qualcosa per te stessa poi vedrai che ti sarà ricompensato e che qualcosa di bello accadrà"- Verissimo.

Mi godo la mia nuova Veste, mi godo le persone meravigliose che si sono strette intorno a me, mi godo l'attesa di una nuova trasferta di Lavoro che spero mi porterà tanto BelTempo, mi godo l'aver capito che la Vita può essere bella, ma sta a noi scegliere di essere felici.


E spesso la felicità è una scelta molto difficile.

Mi godo la Leggerezza che avevo perso sotto il peso delle negazioni imposte, accolgo tutto quello che arriverà e Ricomincio da Qui.

Trasformata&Leggera.


Questi sono i miei muffin preferiti. Sono perfetti, vengono sempre benissimo, sono soffici come nuvolette e velocissimi anche quando non si ha tempo.



INGREDIENTI


::  160 gr di farina  ::
::  2 uova  ::
::  100 gr di zucchero  ::
::  60 gr di burro  ::
::  50 ml di latte  ::
::  40 ml di panna  ::
::  essenza di vaniglia  ::
::  mezza bustina di lievito in polvere  ::
::  mirtilli  ::


In un mixer frullate il burro con lo zucchero, poi aggiungete le uova, il latte e la panna. Versate a pioggia poi la farina mischiata al lievito e l'essenza di vaniglia. In ultimo mettete anche i mirtilli e mescolate con cura. Mettete in stampini da muffin, decorate in superficie con qualche mirtillo e cuocete a 170° per circa 20 minuti.



Un pensiero e una dedica particolare alla mia adoratissima amica Laura: ti adoro. Sei sempre nei miei pensieri ....

mercoledì 9 novembre 2011

Sembro americano ma sono italianissimo: polpette di melanzane & ketchup casalingo



Riemergo da una fase di grandi elucubrazioni notturne, ore e ore a rigirarmi nel letto riposseduta dai mille pensieri su quello che verrà. Eh già, alla mia veneranda età ho deciso di fare il grandissimo passo. No, macchè, non si pensi al matrimonio, credo che in questa vita proprio non ci sarà, vedremo nelle prossime ma devo dire che nemmeno mi interessa. Una settimana fa una notizia meravigliosa ha avvicinato il mio grande sogno di un poco: la delibera al mutuo. Ed è scattata dopo la fase A (ovvero andare in banca a supplicare i direttori a concedermi fiducia stordendoli di parole a raffica) la fase B, cioè la ricerca disperata della casa. Ho un gran cu.., ehhmm, fortuna: nessuno tra i piedi, deve piacere solo a me. Dopo anni e anni e anni alla ricerca del fidanzato perfetto, dopo ore trascorse al telefono o alla toilette per agghindarmi al meglio o ai fornelli per portare a casa un Principe Azzurro, ho capito che qui non possiamo parlare nemmeno di Principe Carta da Zucchero! Se aspetto che il principe arrivi sotto la mia torre e venga a salvarmi, sono sicura che io diventerò decrepita mentre lui o avrà perso l'indirizzo della torre presentandosi a quella di un'altra oppure avrà trovato qualche lucciola sulla strada a fargli troppa compagnia.




Purtroppo tutto ciò non piace ai genitori, che improvvisamente cercano di affibbiarmi qualsiasi essere dotato di appendice tra le gambe che reputano single e accettabile. E scatta la "Fiera dell'Avanzo". Vengono tirati fuori dal cilindro dei nomi quanto meno improponibili, gente con cui ero fidanzata quando c'erano davvero le lire ed era lo scorso millennio! Per non parlare poi di quei soggetti che ho desiderato alla follia, per i quali mi sono disidrata a suon di lacrime e pathos, quelli che però non si sa perchè mi hanno sempre detto "non è il momento giusto". E fin qui va tutto bene, ci sta. Ma dopo che non mi hanno voluta, sono tornati alla carica come delle cavallette, degli stalker. Improvvisamente io per questi soggetti divento in qualche modo l'incarnazione di tutti i loro desiderata, la Donna Perfetta verso la quale riversano ogni singola fantasia, da quelle erotiche e perverse a quelle di progetto del nido con pargoli annessi & connessi. E non demordono e vanno avanti per anni a dire "ma tu... ma se tornassi indietro... e dammi una speranza". Eccheppalle! La mia Fiera degli Avanzi è devo dire abbastanza vasta e comprende anche dei soggetti che indubbiamente sono anche degli esemplari di maschio italiano molto gradevoli alla vista e certamente in grado di produrre dei piccoli cloni dalle fattezze meravigliose, ma spesso, ahinoi, mancano di mordente. Grave pecca.

E soprattutto sono degli avanzi che nel giro di questi anni sono stati cucinati, messi in frigo, riscaldati in padella, surgelati in sacchettini, scongelati, ripassati in microonde, di nuovo in frigo e ora stazionano sul tavolo in cucina da giorni: da lavanda gastrica e sigilli dell'Asl. Più che indigesti, velenosi.

Ai miei genitori vorrei dire: mamma, papà, non lo sapete che congelare e scongelare un  fidanzato alimento varie volte è altamente nocivo alla salute? Credo che sia anche illegale ;)






Oggi una ricetta che sembra americana ma italianissima: polpette con melanzane & ketchup casalingo. Il tutto guarnito da chips home made. Io l'ho trovata ottima per tutti: per i bimbi, per i grandi, per una serata tra amici, per una serata di quelle che mangi sul divano davanti al tuo show/film preferito...


INGREDIENTI PER 4

::  400 gr di macinato di vitello scelto  ::
::  250 gr di salsiccia  ::
::  5 patate grosse  ::
::  1 melanzana grossa ::
::  400 gr di pomodori cherries  ::
::  un uovo  ::
::  parmigiano grattugiato  ::
::  abbondante basilico  ::
::  sale, pepe, noce moscata  ::
::  3 rametti di timo  ::
::  due cucchiai di aceto  ::
::  un cucchiaio di zucchero  ::
::  olio per friggere  ::

::  olio di oliva  ::

::  pane grattugiato  ::


Lavate la melanzana, tagliatela a metà e fatela bollire fino a quando morbida. Scavatene la polpa, strizzatela e ripassatela in padella con un filo di olio, sale e basilico. Bollite una grossa patata, fatela raffreddare e schiacciatela. In una terrina mescolate il macinato, la salsiccia privata dalla pelle, la patata, la melanzana ripassata, un uovo, il formaggio, il basilico tritato, il timo e profumate con sale, pepe e noce moscata (io spesso aggiungo anche coriandolo tritato). Dovrete avere un composto morbido ma consistente: se dovesse essere troppo molle aggiungete del pane grattugiato. Formate delle polpette piccine, passatele nel pane grattato e friggetele in olio di oliva. 


A parte preparate il ketchup: lavate i pomodorini, devono essere belli maturi. Tagliateli in quarti e fateli cuocere in una padella antiaderente con un goccio di olio, sale e basilico per circa un quarto d'ora. Passateli al passaverdure ( o mixer se poi però passate al setaccio per eliminare le pelli) e rimettete sul fuoco: sfumate con aceto e zucchero, cuocete per 5 minuti e aggiustate di sale. 


Per le chips: tagliate con una mandolina a fette sottili le patate, lasciatele in acqua fredda corrente per eliminare l'amido una mezz'oretta, tamponate e friggete in generoso olio di semi di arachide fino a doratura. Salate solo prima di servire.



mercoledì 26 ottobre 2011

This is Halloween: zuppa bicolore!


Eva amava raccogliere foglie. Ne collezionava in autunno di tutti i colori: rosse amaranto, vermiglio, arancio zucca, marrone cioccolata, fucsia, color tamarindo e prugna. Quelle che amava di più, però, erano quelle color lampone! Le cercava con attenzione in mezzo ai suoi passetti saltellanti negli stivaletti color fuoco, i suoi preferiti, i porta fortuna. Camminava a passo svelto ma sempre attento, girovagando per le vie alberate del suo quartiere fatto di casette dalle finestre piccole e ombrose, e spesso immaginava che lì dentro vivessero streghe e stregoni in cerca della Pozione per tramutare le rane in principi. Il suo piccolo cuore infatti già cercava la sua Anima Gemella, ignorando che l'avrebbe incontrata parecchi anni dopo dall'altra parte del mare, in un freddo mattino invernale tra le pagine di un libro e un caffè bollente. "Chissà se quel rospo che ho visto al laghetto ieri può realmente diventare un Principe degno di tale nome..." sospirò raccogliendo da terra una foglia di noce increspata, arricciata ma profumatissima. Era la vigilia di Halloween e soffiava un vento inquieto, alzava in vortici multicolore tutte le foglie e le faceva ballare in mulinelli impazziti: lei ci si tuffava in mezzo e danzava con loro in un girotondo senza dimensione e senza tempo. "Ancora, ancora, ancora!" gridava tra le risate cristalline e l'eccitazione. Ma improvvisamente il vento cessò, le foglie caddero a terra e intorno a lei, un fitto bosco di alberi dai tronchi con sembianze di facce umane, e a terra una miriade di zucche di tutte le dimensioni e di tutte le forme. "Deve essere un sogno" pensò lei, quando una zucca le rotolò su un piede e si aprì a metà facendo uscire un topolino: il roditore era un Messaggero e le lasciò un biglietto arrotolato prima di schizzare via e perdersi nella distesa di alberi. "Il segreto della tua felicità risiederà nell' Ascoltare i Tuoi Sogni, conoscerli, riconoscerli e non bearti a contemplarli ma cercare di vestirli e renderli Realtà". 


Alla mia amica Marica, con affetto e riconoscenza per l'aiuto che mi sta dando in questa fase di scoperta dell'Io.


Questa zuppa, oltre che essere bellissima, è anche buonissima. La parte viola che vedete è fatta utilizzando carote nere, e ringrazio la mia amica Chiara per l'ispirazione.




INGREDIENTI per 4

::  2 carote nere grandi  ::
::  3 patate medie ::
::  300 gr di zucca mantovana  ::
::  2 pomodori ramati maturi  ::
::  3 carote arancioni  ::
::  curry  ::
::  due foglie di alloro  ::
::  olio evo  ::
::  brodo vegetale ::
::  rosmarino  ::


Facilissimo: in due separate pentole fate le creme. In una mettete un filo di olio con curry e alloro e le carote nere a dadini e le patate a cubetti (se vi piace fate rosolare e poi eliminate uno spicchio di aglio). Aggiungete brodo vegetale e rosmarino.  Nell'altra fate lo stesso processo mettendo zucca a cubetti, carote arancioni a rondelle e i pomodori spelati tagliati a cubetti (per spelarli incidete una croce, tuffateli in acqua bollente per 20 secondi e raffreddate. La pelle verrà via perfettamente). Cuocete le zuppe con brodo quanto basta, non troppo perchè devono essere corpose e aggiungete a piacere curry. Frullate separatamente. Impiattate facendo il piatto di due metà differenti e condite con un filo di olio di oliva. Io poi la ingolosisco con una spolverata di parmigiano e una macinata di pepe nero ;)



domenica 16 ottobre 2011

Pasta choux: quando dei profiteroles fanno sbocciare un fiore.



In certi momenti è difficile tirare fuori le parole. Credo di avere una specie di paralisi al racconto: e per una logorroica come me è sempre un segno che indica "work in progress": attese, situazioni in essere ma non risolte, sospensione del giudizio. Forse, semplicemente avrei solo bisogno di guardarti, e lasciare che i miei occhi ti raccontino tutto, nel mio silenzio. Tu lo saprai leggere, perchè il tuo cuore sa leggere il mio. Con la stessa dolcezza che ha accompagnato me in questo percorso, voglio ora essere io a sostenere te e a non lasciarti andare via. Nemmeno ora, ora che quello che viviamo è complesso e ci sta facendo soffrire. Ancora più di prima, molto più di prima, adesso sono con te, e la promessa che ti ho fatto in privato ora te la faccio pubblicamente: non mi perderai mai J. Con Amore, forte e rigoglioso e ostinato e tenace.

Questa scelta è un must: abbiamo iniziato il nostro cammino insieme chiacchierando di profiteroles, tu che morivi dalla voglia di vedere le mie foto e io che, pigra come sempre, tardavo a postarle. Giuro, se mai ne avrò la possibilità, te ne farò una montagna da farti fare l'indigestione ah ah!



DOSI PER CIRCA 25 BIGNè

:: 170 ml di acqua ::
:: 90 gr di farina ::
:: 50 gr di burro ::
:: 2 uova ::
:: un pizzico di sale ::

Crema pasticcera alla vaniglia per i Profiteroles
:: Per il topping al cioccolato ::
:: 100 gr di cioccolato fondente ::
:: un cucchiaio di maizena ::
:: 300 ml di panna ::

:: Crema Zabaione per la Croquembouche ::






Il segreto dei bignè risiede nella perfetta cottura della pasta e nei giusti passaggi. La pasta choux è facile da fare, niente di complesso, ed è assolutamente versatilissima per essere farcita per preparazioni dolci o anche salate. Io li ho usati anche per una croquembouche ripiena di zabaione: la fine del mondo.

In un pentolino mettete l'acqua con il burro e il sale: appena bolle spegnete e in un solo colpo versate la farina. Girate velocemente fino a quando si formerà una palla che si stacca dalle pareti: rimettete sul fuoco per un paio di minuti. Fate intiepidire. Aggiungete un uovo alla volta amalgamando perfettamente prima di incorporare l'altro fino ad ottenere una pastella consistente. Trasferite in una sac à poche con bocchetta liscia e fate tanti mucchietti ben distanziati su una teglia da forno. Cuocete a 200° per circa 10 minuti poi abbassate a 180° per altri 15. Lasciate raffreddare in forno spento per una mezz'ora.
L'essenziale è che la pasta al suo interno sia perfettamente asciutta, altriemnti i bignè cederanno e si schiacceranno usciti dal forno. Riempiteli con una siringa da pasticceria con la crema prescelta e rifinite il dolce 

Per la croquembouche:  fate un caramello, intingete la punta di ogni bignè velocemente e con molta attenzione e montateli a piramide. Io ho decorato prima di servire con fili di caramello.

Per i profiteroles: fate una salsa mescolando perfettamente la maizena alla panna fredda, mettete sul fuoco sempre mescolando e una volta arrivata a bollore aggiungete il cioccolato tagliato a pezzetti. Spegnete, lasciate fermo il composto un paio di minuti (il cioccolato inizierà a sciogliersi per il calore da solo) e infine mescolate energicamente.


lunedì 10 ottobre 2011

Wind of Change: crema di zucca, castagne & salsiccia



Finalmente è arrivato il Vento del Nord. E ha spazzato via con la sua forza questa orrenda malinconia, questo odore di stantio e chiuso e polvere, questo anomalo caldo che mangiava viva la mia volontà. E' arrivato il Vento del Nord e si è trascinato con se quella indolenza che mi era colata addosso come una cera che, una volta raffreddatasi, mi imprigionava nella sua morsa paralizzante. Gli eventi degli ultimi giorni hanno portato a una presa di posizione forte verso quelle dannate 3 note stonate: da due ho preso le distanze, unica arma possibile per non impazzire, la terza invece l'ho attaccata vorace come farebbe una fiera nel bosco con la sua preda e ora attendo di vedere risultati e spero che la mia innata tenacia non mi molli a metà salto. Si prospetta un autunno di cambiamenti, e mi sono resa conto che quella a desiderarli sono io: ho riempito il cassetto di nuova lingerie e sto per rivoluzionare i capelli. Quando mi sono resa conto di questi due eventi ho capito che c'era aria di novità.

Settimana scorsa sono andata nel mio adorato bosco, per necessità e per desiderio. Il caldo che ancora faceva era davvero impressionante, non penso di ricordare un ottobre così rovente: 24 gradi! Complice la bella giornata di sole e la mia voglia di libertà ho passato ore tra i miei abeti e i noccioli, a caccia delle ultime more ottobrine ( more selvatiche... quali sensuali pensieri appena le ho assaggiate!) e alla ricerca delle prime castagne. Ne ho portato a casa una borsa enorme, mi sono, come mio solito, graffiata in maniera indicibile con i ricci e i rovi ma quanta meraviglia nel constatare la generosità incredibile della Natura. Caldarroste e ... questa fantastica zuppa con zucca e salsiccia. 




INGREDIENTI

:: un quarto di zucca:: 
:: 20 castagne fresche ::
:: un pezzetto di salsiccia ::
:: olio extravergine di oliva ::
:: alloro ::
:: timo ::
:: uno spicchio di aglio in camicia ::
:: sale & pepe ::


Lavate la zucca, privatela di semi e scorza e tagliatela a pezzettoni. Sgusciate le castagne. In un pentolino mettete un filo di olio, uno spicchio di aglio in camicia e l'alloro: aggiungete la zucca, fatela rosolare, eliminate l'aglio e aggiungete un mestolino di acqua bollente. Fate cuocere fino a quando la zucca sarà morbida e salate. Fate bollire le castagne, eliminate la pellicina ed aggiungetele, tranne una manciata, alla zucca: versate un bicchiere di acqua bollente e fate cuocere per una decina di minuti. Frullate quindi la crema con un minipimer e mantenetela in caldo. In un padellino antiaderente fate rosolare con un filo di olio la salsiccia sgranata e le castagne tenute da parte, mettete nelle terrine la zuppa bollente e rifinite con un cucchiaio di salsiccia e castagne. Profumate con generoso timo fresco e pepe nero macinato.


mercoledì 28 settembre 2011

Alle parole non dette. Alle emozioni. E a Laura: marmellata di more.



Le parole che non ci siamo detti, ma che Meraviglia mi hanno portato. Le parole che non ho mai avuto il coraggio di dedicarti apertamente. Quelle di cui vado enormemente fiera, ma solo perchè non hanno un nome cucito addosso o un indirizzo verso il quale volare. Le parole che ho lanciato al vento, perchè tu potessi coglierle grazie al sesto senso (che solo le donne hanno funzionante al 100%, ricordi?). E anche queste, che so non leggerai. Le parole che a vicenda non ci siamo dedicati, come le ciliegie che non abbiamo mangiato dalla bocca l'uno dell'altra e il bicchiere di vino che non ti ho versato, mi hanno portato a Lei. E anche solo per questo ne è valsa la pena: gioire, aspettare, vivere, immaginare, sperare, costruire in sogno castelli fatti di petali di camomilla. E avere paura, e piangere e soffrire e sperare ancora. Ma tutto, tutto questo è ricompensato dall'aver trovato Laura
La bellezza dei sentimenti di un cuore di donna non è andata sprecata nel mare blu del web e un altro cuore era pronto ad ascoltare ogni vibrazione. Laura è ancora più bella, elegante, affascinante, forte, travolgente, ironica e luminosa di quanto sapessi e averla potuta abbracciare di persona è stato uno dei tanti doni che questo angolo di rete mi ha regalato in questi anni.



Insieme a te, amica mia, vorrei fare colazione domani mattina con questa marmellata di more selvatiche rubate in giornate settembrine assolate e lente. Il souvenir di ore che hanno ancora il sapore delle coccole. Quelle di cui tanto avrei bisogno stasera, insieme alle tue orecchie ad ascoltare le ultime sconvolgenti dichiarazioni (fresche fresche di giornata!!! gulp!)



La marmellata normalmente io la faccio con frutta matura e perfettamente sana, la lavo e la asciugo delicatamente. Poi peso la frutta, la taglio a pezzetti e metto un terzo del peso in zucchero e il succo di mezzo o un lime. Faccio bollire a fuoco basso fino a quando raddensa (per questa di more ci è voluta una buona oretta e le more metà ne avevo passate e metà lasciate intere). Intanto sterilizzo i vasi con le capsule in acqua bollente per 5 minuti, scolo su un canovaccio sterile (o comunque pulitissimo), asciugo l'interno dei vasi e invaso la marmellata ancora calda riempiendo fino ad un dito dalla chiusura. Poi ribalto sottosopra per una notte intera per formare il sottovuoto. Conservo le marmellata in luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce diretta del sole (dentro una credenza). Perfetta anche per farci una golosissima 
crostata autunnale.




sabato 3 settembre 2011

Pavlova: l'ultima riga delle favole.



Mi chiedo davvero... esiste l'ultima riga delle favole? Forse è qui, ora. Questa credo sia l'ultima riga di questa favola, che è durata un mese e mezzo, fatto di corse e di affanni in un oceano di Pace. Alla rincorsa della mia Felicità. Già, esiste la felicità, e io la sto cercando con ogni mia forza, oltre le cattiverie altrui, oltre l'invidia (ma che brutta bestia!) e oltre i luoghi comuni. Qui, in questa terra di pini e abeti, le gambe piene di graffi e le unghie spezzate e il sangue che scorre dopo aver sistemato 500 kg di legna. Eh già, come amo fare questo lavoro. Sporca, piena di polvere e schegge, con le mani nere e il sudore caldo, pezzetti di resina e di corteccia di pino e faggio tra i capelli, e la mia grande catasta pronta. Come me, pronta. Ho fatto le scorte e le ho messe da parte, le ho ammucchiate bene ordinate, sono bellissime, e la loro immagine mi evoca nella mente il caldo della casa, la neve, l'inverno, il freddo che punge e le lunghe ore buie passate davanti al fuoco che scalda, non solo il corpo, soprattutto il cuore. Il lavoro manuale, quello che ti fa tornare alle origini, che ti fa sentire in pace con il mondo, che ha il sapore buono che solo le cose autentiche hanno, che ti fa sentire male in ogni dove per la fatica ma che riesce a rasserenarti la mente. E poi la corsa al bosco con mia madre, donna la cui dolcezza e tenacia hanno portato avanti una famiglia pesante. Io e lei, come due bambine, nel grande prato a rubare dai rovi le more settembrine, quelle cresciute selvatiche e spontanee nel verde degli abeti. Io e lei, sole, una rarità per la quale essere felici. Le more dolcissime maturate al sole del sottobosco, regalo per cui gioire. La legna pronta per il freddo pungente, la pace del mio cuore. La felicità è scritta qui, in questa ultima riga di questa favola, e ora sono pronta davvero per tornare a continuare a combattere per la Mia di Felicità.



Tutta questa Bellezza dentro non poteva che essere rappresentata da questa Bellezza per occhi&gola: la Pavlova. Io non sono un'amante delle meringhe, affatto, eppure mi ha saputa conquistare con la sua semplicità. Credevo fosse una sfida impossibile, mi sbagliavo: è una vittoria di grande eleganza e poesia.


INGREDIENTI PER 5 pavlove piccole

: 100 gr di albumi (circa 3 uova) ::
: 100 gr di zucchero semolato + 2 cucchiai ::
: 100 gr di zucchero a velo ::
:: un cucchiaino di succo di limone + il succo di mezzo limone ::
:: un cucchiaio di maizena ::
:: 150 ml di panna fresca ::
:: un cestino di fragole e mirtilli ::


Fate una classica meringa cominciando a montare gli albumi con le fruste elettriche, poi incorporate man mano gli zuccheri, il limone e la maizena. Continuate a montare fino a quando lo zucchero semolato sarà sciolto completamente e la meringa sarà lucida e setosa. Mettete il composto in una sac à poche con bocchetta liscia e fate degli anelli con la meringa. Cuocete in forno a 75- 100° lasciandolo lievemente aperto (io ci ho messo in mezzo una pattina piegata) per non far scurire la meringa. Va cotta per circa 75 minuti poi tenuta a asciugare in forno una notte. Il giorno dopo montate la panna e mettetela al centro, servite con fragole macerate con zucchero e limone un paio di ore in frigo.





sabato 27 agosto 2011

Melanzane alla Salentina: atmosfere natalizie aspettando il mare.


Guardo la mia home page di Facebook (ahhh come sono addicted!) e vedo una miriade di foto di amici al mare/montagna/europa/africa/cuba... Tutti, dico TUTTI, hanno cambiato la loro immagine del profilo aggiornandola con mise dai grandi occhialoni da sole oppure parei multicolor come farfalle estive. Sprizzano gioia da tutti i pori e sfoggiano abbronzature caraibiche perfette in pose plastiche da vacanzieri di agosto. E sì lo ammetto, sacripante!, li invidio peggiorando il mio incarnato ancora verdognolo, migliorato da mezz'ora di piscina, diventando così un tono di verde smeraldo dato dalla bile in più. Mi raccontano di viaggi esotici oppure di grandi bevute di coca cola ghiacciata sotto l'ombrellone, nelle mani un buon libro e il piede sepolto sotto la sabbia. Sgrunt, doppio triplo sgrunt!
IO invece assomiglio ferocemente (e ne sono preoccupata) alla protagonista del film "Le amiche della Sposa"; una specie di novella Bridget Jones, alle prese con disavventure tutte da ridere e quel senso di essere indietro rispetto alle altre. Io sto qui, è il mese di agosto anche sul calendario della mia cucina, eppure ho lavorato tutti i giorni, tutte le domeniche, compreso Ferragosto, fatta eccezione per il mio compleanno (giorno in cui ho lavorato enormemente ma non alle mie consegne). Sto qui, con un caldo africano che fa sudare anche gli occhi, alle prese con i materiali per Natale, quindi circondata da strenne, renne, campanelle oro & rosso, fiocchetti, pini, pigne, pungitopi &babbi natali: in tutto questo dovrei anche avere delle ispirazioni e farmi venire delle idee, maledizione! Eppure, di fondo, ho quella serenità instabile che mi porta avanti nel mio essere di Acciaio, data dalla consapevolezza che è quello che volevo fare nella vita, e le piccole grandi gratificazioni mi danno la benzina che mi serve per continuare fino all'11 settembre, data di partenza per la MIA settimana di Sardegna (mi sa che andremo a raccogliere funghi invece che racogliere conchiglie ;) ).






La ricetta che condivido con voi oggi è una ricetta buonissima che mi ha dato Giacomo, amico e compagno di dis-avvenure da reality (a breve a breve maggiori info, diciamo prima del 21 settembre!), sorriso sempre pronto ad esplodere e grande cuore pronto ad ascoltare, confortare, supportare, sostenere. Quando si lavora in condizioni faticose e stressanti, trovare persone così è sempre una manna dal cielo! Grazie Giacomo, non solo per la ricetta (grazie anche a Lory, sua sorella), ma anche per tutta la gentilezza che ti appartiene e che hai saputo regalarmi!

DOSI PER MOLTI (6 pax)

:: 5 melanzane ::
:: 400 gr di carne trita ::
:: 100 gr di prosciutto cotto :
:: 2 mozzarelle ::
:: abbondante basilico ( o prezzemolo) ::
:: pan grattato ::
:: abbondante salsa di pomodoro (moooolto abbondante, diciamo un litro e mezzo) ::
:: 100 gr di parmigiano reggiano ::
:: sale, pepe, noce moscata ::
:: io ho aggiunto un pizzico di cannella ::
:: olio extravergine di oliva ::

Lavate le melanzane, tagliatele a metà e lessatele per un quarto d'ora, fino quando morbide: scavatene la polpa lasciando la buccia che farà da contenitore e tenete da parte. Fate rosolare la carne trita in un padellino antiaderente, salate, sfumate con vino bianco, salate, pepate e se vi piace mettete un pizzico di cannella. Triatet grossolanamente la polpa delle melanzane e ripassatela in padella con olio, sale e pepe quel tanto che basta per farla rosolare e insaporire. In una terrina mescolate la trita, la polpa di melanzana, prosciutto cotto sminuzzato, mozzarella a dadini, parmigiano reggiano, qualcge cucchiano io salsa di pomodoro, un poco di pane grattato, gli aromi tutti fino ad avere un composto omogeneo. Preparate la pirofila: mettete carta forno, sul fondo qualche cucchiaio di salsa e le barchette di melanzane: salatele e riempitele con il composto. Sopra tutto versare abbondante salsa di pomodoro, grana avanzato e infornate a 200° fino a doratura (una quarantina di minuti). Fate riposare almeno 20 minuti prima di lanciarvi su questa specialità.


sabato 13 agosto 2011

La mia estate non - lavorativa.



VAdo in vacanza. O forse no. Il blog non chiude i battenti questa lunga estate, rimane sonnacchioso con un occhio aperto e l'altro chiuso, a guardarsi intorno curioso come sempre e a macinare chili di lavoro e idee e progetti da realizzare.


Però lo faccio da qui. Qui, il luogo dove il mio cuore ha fermamente piantato le sue lunghe radici, lunghe tanto da poter succhiare ogni linfa e ogni energia da conservare poi nei momenti di salite.
Qui, dove la mattina il sole splende in un azzurro frizzantino di fresco e lieve, qui tra questi pini che nelle notti di luna e stelle scolpiscono le loro sagome in un cielo blu zaffiro.
Qui, dove in giugno le rose fioriscono di mille petali di velluto e nel bosco la magia di una nuvola di lucciole che danzano nel buio ti toglie il respiro e ti fa credere che le favole esistano ancora.
Qui, dove l'odore pungente dell'erba e del fieno mi fa sempre venire una morsa allo stomaco, e solo recentemente ho scoperto che questo odore è uno dei più grandi afrodisiaci che il mio corpo conosca, forse perchè mi ricorda "la casa" e risveglia sensazioni remote e perdute.
Qui, dove ogni angolo ha il suo profumo: dalla legna che crepita nel camino a quella che scoppietta allegra nella carbonella dei barbecue estivi, dalla resina fresca che ti appiccica le dita all'erba verdissima e ai fiori di campo, selvaggi, coloratissimi, spontanei. Selvaggia, colorata, spontanea.








Fieno, erba, sottobosco, muschio, stelle cadenti, grilli, lucciole, candele accese, legna, pini, abeti, betulle leggere che danzano nel vento.
Tutto questo, e molto altro.


Lavoro, sì, ma scalza in un prato smeraldo.

venerdì 29 luglio 2011

Freddo Folle, Piatto Folle: Pasta&FAgioli, senza pasta!!



La prima settimana è andata. Con un mare di pioggia, grandine, distese di nuvoloni neri brontolanti pronti a piangerci in testa tutte le loro lacrime, pronti a farci chiudere persiane, finestre e case intere e a rifugiarci dentro guardando dietro i vetri appannati. E a cercare conforto dentro golfoni pesanti di lana, dentro coperte sul divano e sopra i letti, dentro pantofole morbide e dentro caffè bollenti e tisane fumanti. Una settimana che però mi ha ridato quel benessere che avevo perso, quell'equilibrio così prezioso, quella carica per continuare a lavorare ancora un intero mese prima di potermi concedere una settimana di distese oziose tra sabbia e onde e pelle che brucia. Questo folle clima ci ha fatto venire desiderio di comfort food (parola che mi mette una spina al cuore sti giorni...) e ieri, data che è piena stagione, ho preparato questa meraviglia: pasta & fagioli, senza pasta! Già, la mia pasta & fagioli è tutta matta, non ha la pasta e data la mia forte intolleranza alla odiatissima e temutissima cipolla, è fatta con altre verdure e spezie. Però posso dirlo: è un capolavoro!


DOSI PER QUALCHE PERSONA... da 4 a 6

::  8 pomodori perini ben maturi ::
::  5 carote ::
::  un pezzo di zucca ::
::  3 zucchine ::
::  1 kg di fagioli borlotti freschi ::
::  curry ::
::  paprika ::
::  alloro e timo ::
::  olio extravergine di oliva ::
::  sale &  pepe ::
::  un pezzetto di soppressa calabra (già, avete capito bene....) ::





Lavate la verdura e tagliate per primi i pomodori: in un pentolone (tipo quello della strega per intenderci...) mettete un goccio di olio, curry, paprika e alloro e fate rosolare il pezzo di spianata per 5 minuti, infine calatevi i pomodori. Fateli sobbollire e insaporire per 5 minuti, dopodiché mettete anche le altre verdure e continuate la cottura senza aggiungere acqua per almeno mezz'ora, 40 minuti. Quando le verdure cominciano a essere morbide, salate e mettete un poco di acqua alla volta. Continuate la cottura per un'ora e mezza circa. Nel mentre sgranate i fagioli e lessateli in acqua salata a parte. Passate poi le verdure in un passaverdure (eliminando la spianata) o in un mixer o con il minipimer e se risultasse troppo denso aggiungete acqua calda, versatevi dentro i fagioli e finite la cottura altri 10 minuti. Servite caldissimo condito con qualche fogliolina di timo fresco e una macinata di pepe nero.



lunedì 25 luglio 2011

Consoliamoci: pain au chocolat





Finalmente. E' finita.
Ovviamente con un coup de theatre e un'ultima punta assassina, come da previsioni.
Questo periodo il lavoro mi ha assorbita totalmente, al punto che ho dei rasta nei capelli dato che non ho avuto il tempo di pettinarli, la pelle del corpo  spelata a quadretti come quella dei coccodrilli (risultato di due giorni di piscina, ustione fucsia e poi mai più creme idratanti), le unghie delle mani non si possono vedere sembra che io lavori in miniera e la faccia mi cade a tocchi. Come mai? Semplice: lavorare SEMPRE dalle 8 del mattino sul set e tornare SEMPRE a mezzanotte dopo 15 ore in piedi a parare deliri non è facile. Si arriva a casa che si ha solo voglia di una doccia evitando sprechi di tempo per spazzola e creme e poi nanna filata quelle circa 6 ore. Per cui sono un relitto lo ammetto e venerdì ho toccato la vetta più alta: dopo 3 giorni di tartassamento da parte del famigerato fotografo di turno (definito da una mia carissima amica che lavora nel settore "tanto carino, tanto burino"), dopo che ero lì per lui a parargli il c**o con il suo miglior cliente internazionale (ha combinato dei casini di planning atroci e davvero subdoli), lavorando senza sosta correndo per il set, preparando food per almeno 3 decine (!) di scatti fotografici, facendogli da segretaria rispondendo anche al telefono (e non si  mai vista una food stylist che risponde al telefono....), preparando caffè per i suddetti clienti (per altro adorabili) ecc ecc ecc andando anche gratis una mattina... beh, dopo tutto ciò mi ha maltrattata per 3 giorni perchè è il classico uomo che se la sa prendere solo con chi è più debole (pusillanime delle mie palle!) e chi è in condizioni di non rispondere (se solo avessi potuto...)


Come ultima cosa io vado appunto GRATIS l'ultimo giorno per fargli un favore e lui mi chiama vicino e con fare atrocemente iroso mi intima di lasciare il set! Il tutto per una sua paranoia irreale. Al che mi è presa una crisi isterica (dovuta appunto per il fatto di non aver potuto dirgli in faccia che omuncolo di m... che è ) e mi sono tappata in bagno come una bambina di 12 anni a piangere tutte le mie lacrime, con i clienti internazionali che bussavano volendo fare pipì e io che non potevo uscire causa faccia rossa maculata di pianto isterico ... porcaccia ladra. Penso che il fotografo sia sulla tazza del water da 3giorni dato le maledizioni che gli ho mandato, e se non c'è ancora finito spero ci vada presto in preda a coliche e ad aerofagia incontrollabile, augurandomi che si scateni il tutto proprio davanti ai tanto cari clienti ;))


E a me, auguro la più serena delle discese, sempre lavorando, ma meno faticosamente e consolandomi con queste meraviglie...




PAIN AU CHOCOLAT

:: 125 gr di farina 00 ::
:: 125 gr di farina manitoba ::
:: 50 gr di zucchero ::
:: 20 gr di burro ::
:: un tuorlo ::
:: 120 ml di latte ::
:: 6 gr di lievito di birra ::
:: un pizzico di sale ::
:: 100 gr di cioccolato fondente ::

per il tournage
:: 125 gr di burro ::


Fate un lievitino con 70 ml di latte latte, 50 gr di farina 00 e il lievito: mettete a lievitare per un'ora. In una ciotola mescolate il burro, lo zucchero e il tuorlo a crema, aggiungetevi poi le restanti farine, il sale e il latte fino ad ottenere una pasta briciolosa. Mescolatela con il lievitino e incorporatela lavorando energicamente per almeno 15 minuti su un piano infarinato fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Fatene un panetto e fatela riposare in frigo per circa 40 minuti. Prendete il burro e mettetelo tra due fogli di pellicola e con un mattarello schiacciatelo fino ad ottenere un panetto basso e compatto, della consistenza della plastilina: tenetelo in frigo. Ora riprendete la pasta, stendetela in una sfoglia sottile, su una metà adagiate il panetto di burro e l'altra metà libera ripiegatela sul burro formando un panetto e sigillando bene i bordi. Ora  fate i classici giri di tournage per sfogliare (il sito di paoletta lo spiega benissimo). Io ho fatto 5 giri, steso la pasta in una sfoglia grande, ricavato dei rettangoli e avvolto nei rettangoli dei pezzi lunghi di cioccolato. I rettangoli li ho lasciati in frigo tutta notte, al mattino dopo li ho fatti lievitare 2 ore e mezzo e poi cotti a 180° per circa 20 minuti. Giuro, erano buoni che non potevo crederci di averli fatti io!!! Grande ricompensa morale e di gola per questo allucinante periodo ^____________^





martedì 12 luglio 2011

Ringraziamenti a FineViaggio.


E' passata la tempesta, è passato tutto. Quando ci si inbarca per una lunga traversata, spesso si soffre. Si soffre da morire lo sciabordio e il mal di mare, la nausea ci assale giorno e notte, non si ha il senso dell'orientamento e si sta sempre come "ubriachi" barcollanti. SI soffre l'umidità, dannata umidità, ci si spacca la pelle sotto il sole cocente e si desidera solo che vedere terra. Poi piano piano si trova un equilibrio nel caos e ci si affeziona anche a quello che inizialmente si detestava, e il Sole non brucia più, il mare culla di notte e l'odore di salsedine diventa Casa. Fino al giorno in cui suona una campanella, e ci dicono che si è arrivati e bisogna scendere... Si prende la piccola valigetta e si va, svuotati dall'incredibile viaggio, perchè il colore dei lampi nella notte a spaccare il cielo blu oltremare è ancora nei nostri occhi e il rumore assordante dei tuoni e delle urla e risate dei compagni è ancora nelle orecchie e nel cuore. E la nostalgia ci assale profonda.




Le cose che avrei da dire sono mille, le lascio decantare e le scriverò a settembre.
Però un grazie va ad Ari e a Carmen, per le loro perle di saggezza e allegria infinita "come chiami la cimice? PuzzaCacata ovviamente. Ma al paese di fianco al mio la chiamano CaldaPuzza" A Bianca "Da me si chiama Puzzola, come quella Bianca e Nera. Tanto è difficile che ce le hai tutte e due nella stessa stanza!"


Un grazie di cuore alla MiaCorsaraVale, che ha condiviso zucche marce & interiora da porzionare alle 7 del mattino, oltre ad aver calmato i miei isterismi e i miei attacchi di ansia... Un grazie a Roby, mio Caronte traghettatore, insostituibile compagno di corse disperate per Milano alla ricerca del props mancante per la scenografia... Un grazie a Dany, che ha sopportato le mie nevrastenie, a Ricky&Giulio, li avrei ammazzati la maggior parte delle volte ma cmq senza loro chi avrebbe mai maneggiato quelle orrende anguille? 


Ma soprattuto grazie alla mia Cippa, Elisa, Angelo mediterraneo bellissimo che ha alleviato le mie sofferenze, cercato le mie mantelline disperse, i miei biglietti da visita in momenti favorevoli sotto chili di macerie di carta da ufficio ma soprattutto ha camminato al mio fianco per tutto questo tempo.


E un grazie a Me, per aver avuto pazienza illimitata, fegato più grande di quello sottovuoto da mettere nei piatti, coraggio da Leonessa e soprattutto fiducia nelle mie capacità.


Quello che ho imparato è grande, come quello che ho dato e quello che ho ricevuto.


 Ho nel cuore la nostalgia malefica del viaggio che finisce, ho il Mald'Africa (dal caldo che faceva sembrava di essere in effetti in terra straniera) e mi auguro solo che tutto questo possa, magari migliorato date le esperienze, un giorno ritornare ed essere l'ennesima fantastica dis-avvenutra da vivere. Tutto questo, e molto altro ancora, vi racconterò tra due mesi, quando da casa mi emozionerò a non finire vedendolo stravaccata sul mio divano in tv :)


Nelle foto per i golosi: i miei lavori che continuano oltre tutto. UNa panna cotta con composta di mirtilli e fragole e un pain perdu alle albicocche e caramello. Gnammm!
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